UNIVERSITA'
Alle selezioni per le veline in tv hanno partecipato in 50.000 (dico cinquantamila). Alle selezioni per il Grande Fratello si sono presentati in 30.000 (dico trentamila).
L’Università di Camerino forse chiude la Facoltà di Matematica per mancanza d’iscrizioni...
VIVA L'ITALIA!!!!!!
Urlo Dei Giovani
UDG - News
20041023
20041006
I NOSTRI LETTORI CI SCRIVONO.....(grazie Alice).
Se avete anche voi qualcosa da "urlare" al mondo mandateci una e-mail. Cercheremo di pubblicarla al più presto
LETTERA APERTA ALL’UNIVERSITA’
ed ai suoi studenti
Mi sono iscritta un anno fa all’Università degli Studi di Genova, corso di Lettere Moderne, perché ero giovane, idealista ed ingenua. Durante questo anno ho chiesto a quasi tutti i miei coetanei il perché della loro iscrizione all’università, senza mai trovare una risposta soddisfacente. Perché i genitori vogliono così, perché senza quel pezzo di carta in mano non si è nessuno, perché così si rimanda il militare, perché non si trova lavoro altrimenti. Io speravo in un ambiente attivo, culturalmente in fermento. Speravo di potermi sentire coinvolta nelle lezioni, di crescere e di confrontarmi, di scoprire le mie potenzialità ed i miei limiti, di imparare qualcosa al di là dei libri. Ma ecco cosa ho trovato.
Atenei che ogni anno si contendono ed aggiudicano studenti indecisi a colpi di pubblicità ben poco informativa. Atenei di tendenza ed atenei demodé. Atenei che basano la propria campagna pubblicitaria su spot come - Venite ad imparare perché un tapiro di gesso fa più notizia di un leone d’oro -. Coda alla posta per pagare i bollettini. Coda allo sportello dello studente per ritirare il libretto o qualsiasi altro foglio. Coda al ricevimento di un’ora la settimana dei docenti. Coda alla mensa. Studenti che fingono di abitare da soli per rientrare nelle prime fasce di reddito e girare poi con il porsche del papà. Studenti che prendono spasmodicamente appunti con mille biro colorate al posto di imparare ad ascoltare e filtrare. Studenti stressati prima dell’esame, e depressi dopo. Studenti che imparano a memoria la lezione orale. Studenti che copiano dal vicino di banco la prova scritta. Studenti ammiccanti disposti anche ad inginocchiarsi pur di passare un esame. Studenti fuoricorso da dieci anni. Materie surrogate a punti e frammentate. Materie mal pesate, dove un esame di storia del cinema vale tanto quanto un esame di letteratura italiana. Materie che si accavallano senza un piano di studi predefinito. Concorsi truccati. Concorsi pilotati. Locali straripanti. Locali sporchi. Locali mal attrezzati. Costi improponibili dell’iscrizione. Costi proibitivi delle rette. Costi alti del cappuccino al bar dell’angolo in orario di lezione. Docenti presuntuosi che non vogliono che si impari la loro materia, ma il loro libro. Docenti che regalano voti in modo da farsi un nome, ed attirare più studenti. Docenti capricciosi che schiavizzano i propri assistenti mediocri e raccomandati riducendoli a far solo fotocopie. Docenti isterici che riversano le proprie frustrazioni sugli studenti. Laureati con tutti parenti a far foto nel cortile. Laureati che appendono una nuova cornice in camera o si ingozzano di confetti rossi. Laureati che fuggono con il loro cervello all’estero. Laureati che non trovano comunque lavoro e si lamentano.
Perché continuare con questa università?
Non la voglio io, la vostra risposta.
Ringrazio Marco Tullio Giordana e la sua La Meglio Gioventù per aver fatto alzare dalla sedia Alessio Boni, disgustato da questa università malata durante un esame di Letteratura Italiana.
Perché ora mi alzo anche io.
Alice Avallone alice.avallone@email.it

